Quando un impianto di accumulo utilizza due batterie, può capitare che i moduli non mostrino esattamente lo stesso comportamento. Una differenza lieve può essere fisiologica, mentre uno squilibrio crescente merita una verifica.
“Una batteria arriva prima al 100%”
Cliente:
“Ho due batterie uguali, ma una arriva sempre prima al cento per cento.”
Tecnico:
“Sono state installate nello stesso momento?”
Cliente:
“No, la seconda l’ho aggiunta dopo circa due anni.”
La diversa anzianità è un elemento importante.
Anche moduli dello stesso modello possono presentare condizioni differenti se hanno avuto una storia di utilizzo diversa.
Cosa confrontare
Quando il sistema lo permette, è utile osservare:
- stato di carica;
- stato di salute;
- temperature;
- energia caricata e scaricata;
- eventuali segnalazioni;
- comportamento nel tempo.
Non è sufficiente osservare una singola giornata.
Quando la differenza diventa interessante?
Una piccola asimmetria non significa automaticamente che una batteria sia guasta.
Più attenzione richiede invece una differenza:
- costante;
- marcata;
- crescente;
- accompagnata da allarmi;
- associata a una perdita evidente di capacità.
In questi casi è opportuno analizzare separatamente i due moduli.
Un caso nel territorio di Firenze
Cliente:
“Quella nuova sembra lavorare molto più della vecchia.”
Tecnico:
“Da quanto tempo hai notato questa differenza?”
Cliente:
“All’inizio quasi niente, adesso si vede parecchio.”
Il fatto che il divario sia aumentato nel tempo è più significativo rispetto a una differenza presente fin dall’installazione.
Sostituire entrambe?
Non necessariamente.
La diagnosi deve stabilire se il problema riguarda un singolo modulo oppure l’intera configurazione.
In alcuni casi può essere sufficiente intervenire sul modulo che presenta un comportamento anomalo; in altri può essere necessario valutare una sostituzione più ampia.
