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Batteria del drone leggermente gonfia dopo un atterraggio brusco a Latina: quando è un’emergenza e quando no

Risposta diretta: un rigonfiamento della batteria di un drone, anche minimo, non va mai considerato un dettaglio estetico: è quasi sempre il segnale di un danno interno alle celle, spesso legato a un urto, una caduta o un atterraggio brusco, e richiede la sospensione immediata dell’uso.

Tra chi utilizza droni per riprese aeree o per lavoro nella zona agricola intorno a Latina, non è raro che un atterraggio non perfettamente controllato, magari per una folata di vento improvvisa, sembri inizialmente senza conseguenze, salvo poi notare giorni dopo che la batteria non si inserisce più perfettamente nel suo alloggiamento.

Perché una batteria si gonfia dopo un urto anche se sembrava tutto a posto?

Risposta diretta: un impatto può danneggiare la struttura interna delle celle senza causare un guasto immediato ed evidente; il rigonfiamento è spesso la conseguenza ritardata di una reazione chimica interna innescata proprio da quel danno meccanico.

Le celle agli ioni di litio sono sigillate e strutturate in strati sottilissimi. Un urto sufficientemente energico, anche senza rompere l’involucro esterno, può alterare questi strati interni. Questo danno può innescare una lenta produzione di gas all’interno della cella, che si manifesta visivamente solo dopo un certo periodo, da poche ore a diversi giorni dopo l’evento.

Quali segnali indicano che la batteria va sospesa immediatamente?

Risposta diretta: qualunque deformazione visibile dell’involucro, anche minima, è sufficiente per interrompere subito l’uso della batteria, indipendentemente da quanto sembri lieve.

Segnali da non sottovalutare:

  • l’involucro non è più perfettamente piatto su uno o più lati;
  • la batteria fatica a entrare nell’alloggiamento del drone, quando prima entrava senza sforzo;
  • si avverte un lieve rigonfiamento al tatto, anche se impercettibile alla vista;
  • la batteria risulta più calda del normale a riposo, senza essere in carica;
  • comparsa di un odore leggermente pungente vicino ai connettori.

Un caso segnalato da un cliente

Cliente:
“Una settimana fa il drone ha avuto un atterraggio un po’ brutto per il vento, sembrava tutto a posto, ho continuato a usarlo normalmente altre due volte. Oggi ho notato che la batteria fa fatica a entrare nel suo slot, prima scattava dentro senza problemi.”

Tecnico:
“Ha notato anche un leggero rigonfiamento guardandola di lato, magari appoggiandola su una superficie piatta?”

Cliente:
“Sì, ora che me lo dice, da un lato non è più perfettamente dritta.”

Tecnico:
“Questo conferma quello che sospettavo. Da questo momento la batteria non va più utilizzata né ricaricata, e andrebbe conservata in un luogo sicuro, lontano da materiali infiammabili, fino alla verifica. Ha effettuato altri voli dopo l’atterraggio brusco?”

Cliente:
“Sì, due voli dopo, tutto sembrava normale.”

Tecnico:
“Non è raro che il danno si manifesti solo dopo l’uso ripetuto, perché ogni ciclo di carica e scarica successivo all’urto può accentuare il fenomeno. Da ora la tratterei come una batteria da non più utilizzare, in attesa di smaltimento secondo le procedure corrette.”

Perché non si deve continuare a caricare una batteria rigonfia

Risposta diretta: caricare una batteria con celle già danneggiate aumenta significativamente il rischio di un evento termico incontrollato, che può avvenire anche a batteria ferma, non necessariamente durante il volo o la ricarica.

Una volta rilevato un rigonfiamento, anche lieve, la priorità non è capire se la batteria sia “ancora recuperabile”, ma metterla in sicurezza e avviare la procedura di smaltimento corretta, che per le batterie al litio prevede modalità specifiche diverse dai normali rifiuti elettronici.

Da sapere prima di qualunque intervento

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità informativa e aiutano a riconoscere i segnali di un danno da impatto sulla batteria di un drone.

Una batteria rigonfia, danneggiata o sospetta non deve mai essere aperta, forata, ricaricata o utilizzata da personale privo di formazione specifica.

Lo smaltimento e qualsiasi verifica tecnica devono essere affidati a personale qualificato, secondo le normative vigenti per le batterie al litio: questa pagina non sostituisce una valutazione diretta da parte di un esperto.