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Gestione, sicurezza e seconda vita delle batterie per l’accumulo da fonti rinnovabili

Le domande più frequenti:

  • Perché la batteria ha perso capacità e dura meno rispetto a prima?
  • Cosa causa il surriscaldamento della batteria e come si può prevenire?
  • Come si riconosce uno squilibrio o un guasto tra le celle della batteria?
  • Quali rischi comportano la sovraccarica e la scarica eccessiva?
  • Quando una batteria usata può avere una seconda vita e quando deve essere riciclata?

    Le batterie degli impianti di accumulo, in particolare quelle agli ioni di litio, sono soggette a problemi elettrici, termici e chimici. Il degrado della capacità è causato soprattutto da numerosi cicli di carica e scarica, temperature elevate, permanenza prolungata al 100%, scariche profonde, correnti intense e invecchiamento naturale. Per rallentarlo è importante gestire correttamente temperatura e stato di carica, evitare condizioni estreme e utilizzare un BMS adeguatamente configurato.

    Degrado, Prevenzione e Protezione

    Il surriscaldamento può accelerare il degrado e, nelle batterie al litio, provocare fenomeni pericolosi come il thermal runaway. Sono inoltre possibili squilibri tra le celle, sovraccariche, scariche eccessive, perdita di prestazioni alle basse temperature e guasti meccanici o elettrici, come corrosione, connessioni allentate, infiltrazioni e danni agli isolanti. La prevenzione richiede monitoraggio continuo di tensione, corrente e temperatura, sistemi di raffreddamento o riscaldamento, cell balancing, protezioni automatiche e ispezioni periodiche.

    Quando una batteria non è più adatta all’applicazione originaria, può essere sottoposta a diagnosi e classificazione in base a capacità residua, SOH, resistenza interna, numero di cicli, comportamento sotto carico, equilibrio delle celle e condizioni fisiche. Se è ancora sicura, può avere una seconda vita in impianti fotovoltaici, sistemi domestici, microreti, applicazioni off-grid, backup o peak shaving, dove le richieste di potenza sono generalmente inferiori.

    La seconda vita non è però sempre possibile o conveniente: batterie danneggiate, instabili, surriscaldate o con isolamento compromesso devono essere messe in sicurezza e avviate al riciclo. La strategia migliore consiste quindi nell’allungare la prima vita della batteria, valutarne scientificamente le condizioni, riutilizzarla quando è tecnicamente valida e riciclare infine i materiali quando il riutilizzo non è più sicuro o economicamente sostenibile.