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Batterie auto ibride 2010-2020. Quando lo squilibrio dei moduli diventa un problema

Le automobili ibride prodotte tra il 2010 e il 2020 hanno introdotto una gestione sempre più sofisticata dell’energia elettrica. Dietro il funzionamento apparentemente semplice del sistema ibrido esiste però un insieme complesso di celle, moduli, sensori ed elettronica di controllo. Con il passare degli anni, uno dei fenomeni che può interessare le batterie di trazione è il progressivo squilibrio tra i diversi moduli del pacco. È una condizione particolarmente insidiosa perché, nelle fasi iniziali, la batteria può continuare a funzionare senza presentare un guasto evidente.

Un problema che può comparire dopo molti anni

Una batteria di trazione è composta da numerosi elementi collegati tra loro. Durante gli anni di utilizzo, questi elementi non necessariamente invecchiano alla stessa velocità. Alcuni possono perdere capacità più rapidamente, mentre altri possono aumentare maggiormente la propria resistenza interna. La conseguenza è una progressiva differenza di comportamento tra le varie sezioni del pacco. Il fenomeno può interessare veicoli utilizzati quotidianamente tanto a Roma e Napoli quanto a Bari, Pescara, Ancona o Perugia. Non è infatti legato a una particolare città o a un singolo costruttore: è una conseguenza possibile dell’invecchiamento elettrochimico delle batterie.

Quando la batteria sembra ancora efficiente

Uno degli aspetti più difficili da comprendere è che una batteria degradata non deve necessariamente smettere di funzionare. A riposo, i diversi moduli possono presentare valori relativamente simili. La situazione può cambiare durante una forte accelerazione o durante una fase di recupero dell’energia in frenata. Un modulo più degradato può mostrare una variazione di tensione maggiore rispetto agli altri. Il sistema di gestione rileva questa differenza e può intervenire limitando le prestazioni o registrando un’anomalia.

Il ruolo delle temperature elevate

Il fenomeno può diventare particolarmente interessante nelle aree caratterizzate da estati molto calde. Città come Napoli, Bari, Foggia, Lecce, Cosenza, Catanzaro, Palermo, Catania e Cagliari possono raggiungere temperature ambientali elevate durante i mesi estivi. Questo non significa che il clima di queste città provochi automaticamente il guasto della batteria. Significa piuttosto che la temperatura rappresenta una delle variabili che possono influenzare il comportamento di una batteria già invecchiata. Quando la batteria è sottoposta a temperature elevate, le condizioni operative delle celle cambiano e il sistema di raffreddamento assume un’importanza maggiore.

I sintomi possono essere intermittenti

Una delle caratteristiche più difficili da diagnosticare è l’intermittenza.

Il veicolo può:

  • funzionare normalmente per diversi giorni;
  • mostrare una riduzione delle prestazioni in determinate condizioni;
  • modificare rapidamente lo stato di carica visualizzato;
  • utilizzare maggiormente il motore termico;
  • registrare occasionalmente un’anomalia;
  • tornare apparentemente normale dopo il raffreddamento.

Questo comportamento può portare a pensare che il problema sia elettronico o casuale. In realtà, l’intermittenza può essere compatibile con una batteria che presenta differenze sempre più marcate tra i propri moduli.

Non basta controllare la tensione totale

La tensione complessiva del pacco non fornisce necessariamente un quadro completo dello stato di salute della batteria. Una batteria può presentare una tensione complessiva apparentemente corretta e avere comunque uno o più moduli significativamente più degradati. Per questo una valutazione professionale deve considerare il comportamento delle singole sezioni e, soprattutto, il comportamento della batteria durante condizioni operative significative.

Un problema che riguarda anche le auto utilizzate poco

È intuitivo pensare che il deterioramento dipenda esclusivamente dal chilometraggio. Non è necessariamente così. L’età, i cicli di utilizzo, le temperature raggiunte, il livello di carica nel tempo e le condizioni di conservazione possono contribuire all’invecchiamento. Una vettura del 2012 utilizzata poco può quindi avere una batteria che merita attenzione tanto quanto una vettura che ha percorso molti chilometri.

Dal Centro Italia al Sud: la diagnosi resta la stessa

Un’automobile ibrida che presenta questi sintomi a Roma, Firenze, L’Aquila, Campobasso, Potenza o Matera non deve essere diagnosticata diversamente semplicemente perché si trova in una determinata regione. La differenza può invece essere rappresentata dalle condizioni ambientali alle quali il veicolo è stato sottoposto nel corso degli anni.

Il principio rimane lo stesso:

invecchiamento delle celle → differenze tra moduli → comportamento diverso sotto carico → intervento del sistema di gestione.

Dunque

Lo squilibrio tra i moduli rappresenta una delle problematiche più interessanti delle batterie ibride della generazione 2010-2020. Non è necessariamente un guasto improvviso. Può essere un processo graduale che inizia quando alcuni elementi del pacco perdono capacità o aumentano la propria resistenza interna più rapidamente degli altri. La batteria continua quindi a funzionare, ma il sistema deve lavorare con un pacco sempre meno omogeneo. Per questo, quando un’auto ibrida presenta anomalie intermittenti, riduzione delle prestazioni o variazioni anomale dello stato di carica, la batteria di trazione non dovrebbe essere esclusa dalla diagnosi soltanto perché il veicolo continua a muoversi normalmente.