Una batteria dell’impianto fotovoltaico può lavorare a temperature diverse durante l’anno, ma un surriscaldamento anomalo non deve essere ignorato. È importante capire se la causa è ambientale, legata all’installazione, alla ricarica o al sistema di accumulo.
“La batteria è molto più calda del solito”
Cliente:
“In questi giorni la batteria è bollente, prima non lo faceva.”
Tecnico:
“Succede durante la ricarica o anche quando non sta caricando?”
Cliente:
“Soprattutto quando sta caricando.”
La differenza è importante per orientare la verifica.
Non sempre è colpa delle celle
Un aumento anomalo della temperatura può essere associato a diversi fattori:
- condizioni ambientali;
- ventilazione insufficiente;
- elevata richiesta di potenza;
- sistema di ricarica;
- elettronica di gestione;
- anomalie interne al pacco.
Per questo è necessario esaminare il comportamento complessivo.
Il locale di installazione conta
Una batteria installata in un ambiente molto caldo può trovarsi in condizioni differenti rispetto a un sistema installato in un locale fresco e adeguatamente ventilato.
In zone caratterizzate da temperature estive elevate, come alcune aree della Sicilia, questo aspetto può diventare particolarmente importante.
Ma il clima, da solo, non deve diventare una spiegazione automatica.
“L’estate scorsa non lo faceva”
Questa frase del cliente è particolarmente significativa.
Se le condizioni ambientali sono simili ma il comportamento della batteria è cambiato, bisogna capire cosa è cambiato nel sistema.
Può essere utile confrontare i dati di temperatura e funzionamento disponibili nel monitoraggio.
Quando fermarsi?
In presenza di temperatura anomala accompagnata da:
- odore insolito;
- deformazione;
- rumori;
- segnalazioni;
- comportamento irregolare;
è prudente interrompere l’utilizzo secondo le procedure previste dal produttore e richiedere una verifica professionale.
